Origine e significato del nome di Carrara
Intorno all’origine ed alla compiuta analisi del toponimo «Carrara» si sono accese, in passato, discussioni ad altissimo livello glottologico e culturale: i nomi di Emanuele Repetti, Ezio Dini, Gino Bottiglioni e dell’etruscologo danese W. Wanscher, sono solamente alcuni fra quelli rintracciabili nella bibliografia riguardante l’argomento. Vi è poi chi attribuisce addirittura a San Gerolamo (uno dei massimi Dottori della chiesa, vissuto tra il IV e V secolo) la primissima spiegazione etimologica di «Carrara» (per la considerazione di questa ultima ipotesi, storicamente dubbia, rimandiamo il lettore a quanto espresso nei capitoli dedicati alla storia).
Secondo quanto hanno affermato alcuni autori citati in altro capitolo, San Gerolamo fece derivare l’etimologia di «Carrara» da CAR, termine che, secondo la sua interpretazione, significherebbe CITTÀ SUI CARRI; e da IARA, che significa LUNA. Car-Iara, da cui Carrara, andrebbe quindi inteso come Città della Luna sui Carri. É evidente che, invece di una interpretazione etimologica rigorosa, quella di San Gerolamo è una supposizione in bilico fra l’esame glottologico del toponimo e la considerazione delle vicende storiche dalle quali esso è scaturito.
Un’altra tesi, anch’essa contenuta nell’ambito della derivazione latina, e da molti ritenuta la più accettabile, è quella sostenuta da Emanuele Repetti che vuole Carrara derivante dal francese CARRIERE, cioè CAVA, a sua volta originato da CARRARIAE, termine latino dei bassi tempi che significava CAVA. D’accordo con Repetti sono alcuni importanti autori quali Lazzoni e Adolfo Angeli.
A questi autori, ed alle loro verosimili opinioni, si oppose Ezio Dini, il quale àncora il nome della sua amata città al latino CARARIA, cioè LUOGO DEI CARRI.
Gino Bottiglioni, pur non respingendo alcuna delle ipotesi sopra esposte, ne scelse e ne definì meglio una: quella, già accennata da Angeli, che individuava nel ligure KAR(R)A, cioè PIETRA, l’origine di CARRARA. Kar, unito al suffisso ARIA, significava luogo delle pietre; posto in cui si trova gran quantità di pietre.
Con le ultime e chiare precisazioni di Bottiglioni le diverse ipotesi sembravano aver coperto il raggio di indagine possibile. Ecco invece aprirsi una nuova ed affascinante possibilità interpretativa grazie allo studioso danese Wilhelm Wanscher. Egli, nel suo ottimo libro LA LANGUE ETRUSQUE RENAIT (Sansoni, Firenze, 1951) e nel successivo saggio LA VERA LINGUA ETRUSCA (1952) lega il nome di Carrara all’etrusco, di estrazione egiziana, KAR (cappella) ed a RA, o RHA (il dio sole presso gli Egizi). KAR-RHA significa, quindi, CAPPELLA di RHA, ovvero TEMPIO DEL SOLE. In una lettera indirizzata ad uno studioso locale, lo stesso Wanscher diede anche una spiegazione stimolante del termine APUANO: è una spiegazione che si armonizza sorprendentemente col significato assunto da Carrara alla luce della sua ipotesi. APUANO è derivato dall’egiziano API-AN (pj-’n), che significa «Il sole alato ritorna».
Tutte le interessanti ipotesi di Wanscher hanno un punto in comune: sottolineano un significato di sacralità attribuito ai toponimi e, per conseguenza, sottintendendo una destinazione cultuale dei luoghi cui si riferiscono.

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